Festival Internazionale della Zampogna dal 1961

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ORIGINI FESTIVAL   DELLA   ZAMPOGNA

 

La storia delle zampogne di Acquafondata si perde nella notte dei tempi perché da sempre, in questi luoghi, risuonano le note dello strumento. La storia del festival risale invece al 1961, anno in cui l'allora sindaco del paese Giovanni Fuoco, in un più ampio progetto di valorizzazione delle tradizioni locali, decise di dar lustro a questo nobile strumento. Il festival infatti, dà corpo, struttura e maggiore notorietà ad un'antica usanza locale che consisteva nella festa che nasceva spontaneamente in paese al ritorno degli zampognari partiti per le tradizionali novene prenatalizie. Questi ultimi, per annunciare il loro ritorno a casa, si fermavano in piazza lanciandosi in memorabili suonate di pifferi e zampogne. Questa usanza negli anni si trasformò, quasi per gioco, in una gara di virtuosismo prima tra gli stessi compaesani poi pian piano furono invitati a partecipare anche gli zampognari dei paesi vicini.

 

Con la nascita del vero e proprio festival, Acquafondata, patria della zampogna, si confermava così, anche istituzionalmente, come luogo privilegiato di incontro per musici e appassionati, uniti al di là della provenienza geografica con il solo scopo condiviso di mantenere  viva la tradizione e mettere in luce i pregi musicali di questo strumento per un più ampio pubblico. Il festival di Acquafondata, a differenza di altre manifestazioni dedicate alla zampogna nate negli anni seguenti in molti altri Comuni dell'Appennino centro-meridionale, pone al centro dell'evento principalmente la musica. La kermesse ha essenzialmente il carattere di una rassegna dove si può  apprezzare la multiformità di questo antico strumento, dalle molteplici fatture e tipologie locali con la sua varietà di timbri e repertori. Al centro della kermesse trova poi spazio la gara per quei musicisti che vogliono dare prova del loro virtuosismo, seguita da una giuria di esperti mentre a chiusura dell'evento, l'organizzazione ospita sul palco, musicisti  o gruppi che in qualche modo danno lustro alle sonorità della zampogna e della musica popolare in Italia e nel mondo.

 

A partire dai primi anni l'appuntamento è andato via via crescendo, richiamando zampognari provenienti da tutta Italia e anche oltre confine, conferendo all'incontro un respiro internazionale. La manifestazione si è consolidata nei primi anni 80 quando il sindaco Antonio di Meo arricchì il festival con la presenza di personaggi del mondo dello spettacolo come Michele Gammino, Martufello, Osvaldo Bevilacqua, Maria Teresa Ruta e l'amato ciociario Nino Manfredi, che ebbero il merito di attirarare la curiosità della Rai e di Mediaset che dedicarono ampio spazio alla manifestazione in trasmissioni quali "Cordialmente" di Enza Sampò, "Sereno Variabile" di Osvaldo Bevilacqua, "Italia Sera" di Piero Badaloni e "Ciao gente" di Corrado.

 

Dopo il grande successo dei primi anni '80 purtroppo, a causa di alterne vicende politico-amministrative, il festival non si tenne per circa un decennio. La sua realizzazione riprese però con più vigore alla fine degli anni '90 quando anche le giovani generazioni tornavano a voler riscoprire la ricchezza e la bellezza delle tradizioni. A tal proposito il sindaco Di Meo nel 1999 dichiarava: "[…]non è facile accettare la figura del suonatore di zampogna, senza inquadrarla nel fantastico scenario del presepe, o magari per le strade cittadine, nel periodo natalizio. E' vero, tra i concorrenti del nostro festival ci sono anche questi ultimi, ma sono di più coloro che, con tanto di laurea, suonano la zampogna per  riscoprirne le magiche capacità melodiche e deliziarsi di una musica dai suoni puliti, limpidi e non necessariamente abbisognevoli di effetti elettronici. Così i pastori ormai sono sempre più rari, stanno perdendo il monopolio dell'antica arte, che alter categorie, mi auguro con loro, contribuiranno a tramandare fedelmente ai posteri".

 

Negli anni seguenti il festival tornò a tenersi con cadenza annuale mentre venne modificato solo il periodo di svolgimento: i primi anni infatti  l'evento si svolgeva inizialmente nel periodo invernale poi le difficoltà nel raggiungere il paese arroccato sulle montagne nei mesi più freddi, quando le strade rimangono bloccate per ghiaccio e neve, hanno suggerito di spostare l'iniziativa nei mesi più caldi e, da alcuni anni, l'evento si svolge ad agosto abbinato alla sagra degli gnocchi per regalare agli ospiti, in un solo fine settimana, il meglio del folclore e della tradizione enogastronomica locale.

 

Negli ultimi anni il festival continua a crescere mantenendo comunque il suo carattere genuino e spontaneo, avulso da ogni struttura di tipo commerciale: questa impostazione crea un clima accogliente e rilassato come possono testimoniare i numerosi musici affezionati che tornano ogni anno.